Va e vieni
Gianni Brusamolino

 

 

L’azione nell’arte è un gesto vitalistico che tende a svelare la bellezza poiché crediamo che l’opera che la invera rivitalizzi e perpetui il sogno di un mondo nascosto che pervade l’esistenza.

È da questo mio convincimento che discende il criterio di scelta del tema, il cui svolgimento connota i caratteri estetici di queste opere in mostra allo Spazio Bocconi.

È professionalmente corretto ora segnalare che il tema-titolo mi è pervenuto all’intendimento e configurato quale segno-racconto per via di un "substrato tematologico" situato alla base da decenni del mio "essere" artista, e posto razionalmente quale metodo-guida di osservazione del mondo, che da tempo ho intitolato "Analogismo mitico", un sillogismo questo posto poiché per l’artista attento si configura in terreno induttivo di forze rassodante la sua consapevolezza disciplinare.

Per dirla in breve, "Analogismo mitico" configura un "luogo" mentale che raccoglie eventi, e di sensibilità ricettive in ciò che si distinguerà, quali variabili temperie esistenziali da cui lievita alla fine l’impianto estetico, vale a dire che da questo "luogo" prende l’avvio il senso dinamico, intrinseco del tema-titolo che ci riguarda, ed è in questa tracciata composita prospettiva di corsi e ricorsi che agiscono, coniugandosi, l’analogia e il mito per il divenire dell’assunto concetto "dell’andare" in immagine disegnata, dipinta, scolpita.

Qui le immagini del cavallo che "va" e "viene", comprensivo dell’accessorio umano che ad esse si accompagna (i guerrieri) inverano nella categoriale fisicità quale è l’opera d’arte, il concetto di "allegoria" e "dell’andare" in sequenze variabili, ossia varazioni sul tema. Una tautologia dell’immaginario, una quasi equimachia remota di cui l’eco di battaglie consumate ci perviene avvolto nel misterico solenne che l’opera d’arte in genere incute, al sogno sedimentato in noi. Forse in questi disegni si rispecchia questo "va" e "vieni"?.

Essi sono stati realizzati appositamente per il luogo che li ospita, dunque opere recentissime ed inedite.

Per concludere, nel tema il verbo "andare" che mi concerne come artista, si realizza vocativamente come metafora allineata ai criteri del tema in sintonia analogica con l’organico "andare" dell’etica Bocconiana.

Gianni Brusamolino
Milano, febbraio 1995